Pisa, la terra di Fibonacci… e quella matematica non convenzionale

Pochi giorni, poche ore di attesa e il circo della serie B riaprirà i battenti. Ad aprire le danze, Venerdì alle ore 21 all’ “Arena Garibaldi”, l’anticipo della prima giornata 2019/20 Pisa-Benevento.

Terzo esordio in serie B contro una neopromossa. Riflettori e stelle che si accendono sulla terra toscana di Fibonacci, per una strega che è attesa al varco da tifosi, avversari e addetti ai lavori. Molti dei quali, alla compilazione dei calendari dello scorso 6 Agosto, avranno pensato e immaginato un inizio con esito se non scontato, molto orientato a favore dei giallorossi.

Ma se è pur vero che ci troviamo nella terra di Fibonacci, sofisticato matematico avente un rapporto idilliaco con la scienza dei numeri, il calcio e quella sfera in cui si identifica, non è convenzionale (a priori) a nessuna sequenza o nessun calcolo numerico.

Perché il calcio può essere logico, ma non matematico. E non c’è nessuna equazione secondo la quale, squadra neopromossa con obiettivi di salvezza contro squadra che punta dichiaratamente alla promozione, con ambizioni elevate, rosa competitiva e società solida, dia come risultato certo l’’esito favorevole alla seconda compagine descritta. Non nel rettangolo verde; ancor di più non nella giostra impazzita della serie B.

Suddette variabili di fondamentale importanza che si traducono nella sfida fra Pisa e Benevento. Da qui a Maggio non ci saranno gite o passeggiate, in nessun campo, tanto meno in un catino infuocato come può essere l’Arena Garibaldi, teatro con una certa regolarità di cornici di pubblico e calore che poche altre piazze possono vantare. E come è lecito aspettarsi, venerdì il catino ribollirà di passione. Esordio da neopromossa e contro una delle squadre accreditate alla vittoria finale, quali ingredienti migliori per caricarsi e provare “l’impresa”?

Il compito di sfumare gli eccessivi “bollori”, spetta ad un Benevento che avrà gli occhi puntati sulle spalle da tutti. Un Benevento che sa di dover subito dare un’impronta precisa al suo cammino, che sa di disporre di una rosa forte per questo campionato. Ma è anche un Benevento che qualche tassello mancante lo ha e che soprattutto non sa ancor far combaciare bene quelli importanti di cui già dispone.

Sia chiaro, ci stiamo basando semplicemente su amichevoli precampionato (svolte bene) le cui valutazioni vanno prese con le molle in senso positivo e negativo e sull’unica partita ufficiale persa contro il Monza in Tim Cup con il pirotecnico risultato di 3-4. Una macchia sul buon percorso intrapreso a Luglio, un risultato che ha lasciato un po’ di amaro in bocca, qualche “campanello d’allarme” o meglio possibili problematiche a cui mettere riparo subito per non avere problemi più avanti.

Nessuna depressione, nessuna paura. Ingeneroso, sbagliato e approssimativo giudicare il nuovo Benevento di mister Inzaghi con così poche indicazioni. Dall’aspetto mentale a quello fisico, a quello tattico e quello del modulo. Ancora tante incognite e qualche certezza, per una rosa che ha tutte le carte in regola per provare a portare a casa questo campionato.

In che modo? Già perché tanta curiosità desta la prima formazione che varerà l’ex campione del mondo per provare ad espugnare Pisa. Le alternative ci sono e anche tante, in una rosa che tuttavia completa in ogni reparto non è. Subito si può pensare alla batteria dei terzini; Maggio, Letizia e Gyamfi sono gli unici tre di ruolo (tutti di piede destro). E’ quindi il secondo che si andrebbe ad adattare, come spesso capitato in carriera, a sinistra, per una posizione che di fatto è scoperta considerando che il neo acquisto Oliver Kragl può essere utilizzato come terzino ma nasce e incide molto di più in altre posizioni. A destra, capitan Maggio al quale auguriamo una stagione ben più positiva dell’anno scorso; ma pensare che possa disputare 38 gare su 38 viene difficile. Primo sostituto un Gyamfi che non ha mai entusiasmato, anzi.

Considerazioni, alla luce delle numerose prove in regime di 4-4-2 per cui ha optato mister Inzaghi che tuttavia sta pensando a qualche variazione. Soprattutto perché a centrocampo, la soluzione migliore sembra essere rappresentata da uno schieramento a tre, e per qualità dei singoli e per questioni di filtro, aspetto costato caro in più occasioni al Benevento anche con la precedente gestione Bucchi. Viola e Schiattarella rappresentano il top per la categoria e pensare che uno dei due possa sedere in panchina è veramente difficile. A questa “esigenza” si aggiunge quella, indispensabile, di avere una linea mediana che oltre geometrie garantisca filtro e dinamismo. Legna, per dirlo in termini comprensibili e d’effetto. Del Pinto e Tello i candidati principali, con il primo molto più affidabile e molto più a suo agio quando gli viene assegnato un incarico del genere.

Dubbi, curiosità, considerazioni che verranno sciolti fra pochi giorni, quando l’avventura della strega avrà inizio, con il compito di risolvere sul campo quell’equazione matematica che nel calcio, prima dei novanta minuti non ha senso di esistere.

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Nato a Benevento il 9 Novembre 1995, studente in Scienze della Comunicazione, collaboratore per Ysport da più di un anno. Un passione smisurata per il mondo del calcio, nel raccontarlo, nell'analizzarlo e nell'esprimere il proprio punto di vista su tutte le sfumature che porta con sè, per farlo diventare il suo lavoro. Ospite abitualmente in trasmissioni dedicate al Benevento calcio del quale è anche tifoso da sempre.