Il Pagellone del Benevento Calcio 2018-19: Top e Flop degli Stregoni

foto: Fox Sports

Può andare ormai in archivio la stagione 2018-19 del Benevento Calcio. La pesante sconfitta con il Cittadella ha estromesso dalla finale playoff i giallorossi e impone di guardare già al futuro. Il primo nodo è stato sciolto con la separazione fra la società di Via Santa Colomba e il tecnico Bucchi, colpevole principale di tanti, troppi, errori. In attesa del prossimo allenatore e di vedere quali saranno le valutazioni circa la rosa della prossima annata, andiamo a scoprire insieme i migliori e i peggiori di questo campionato.

PORTIERI

MONTIPÓ 5: Obiettivamente ci si aspettava molto ma molto di più dal portiere in orbita under 21. Chiamato a diventare il portiere titolare della strega dopo l’inizio “balbettante” di Puggioni, Montipò non è riuscito a garantire mai quella sicurezza di cui il Benevento aveva bisogno. Alterna qualche buona prestazione qua e là, ma gli errori evidenti sono davvero troppi e culminano con quelli che di fatto estromettono il Benevento dalla finale playoff. Di fatto non ha mai contribuito in maniera decisiva alla conquista di punti.

PUGGIONI 5: Dopo i sei mesi in serie A, era tanta la fiducia riposta in Puggioni per questo campionato cadetto. Lui accetta questa nuova avventura, ma l’inizio è da brividi. Nelle prime otto partite commette una serie di errori incredibile. Da portiere titolare, viene addirittura messo “fuori rosa” (caso misterioso e mai chiarito).

GORI 7: Disputa una partita, e di prassi gli andrebbe attribuito il s.v. Ma nell’arco della stagione il ruolo di Gori è quello di essere leader silenzioso fare da chioccia al gruppo. Ruolo che gli riesce benissimo. Uomo pronto sempre a metterci la faccia, a caricare i compagni. Dopo l’esclusione di Puggioni diventa lui il secondo portiere. Gioca la gara finale a Brescia da fenomeno, dove para addirittura un rigore a Donnarumma. Morale della favola? La sicurezza che dà Gori fra i pali è di gran lunga superiore a quella dei suo compagni. A 39 anni, il “vecchietto”, il leader silenzioso, è ancora il miglior portiere che il Benevento ha in rosa…

DIFENSORI

ANTEI 5,5: Ancora troppo condizionato da problemi fisici. Un peccato perchè uno come Antei avrebbe potuto fare di più, ma spesso una condizione atletica precaria ha pregiudicato il suo rendimento, così come la paura stessa di non infortunarsi nuovamente.

CALDIROLA 7: Arrivato a Gennaio con tante incognite sul suo aspetto fisico, a Benevento Cadirola è arrivato con la fame di chi voleva prendersi una rivincita. Entra in campo e non lo lascia più, prima da terzino e poi da centrale. In sei mesi diventa uno dei leader; carisma e tanta voglia di vincere. Un buon pilastro da cui sicuramente ripartire.

VOLTA 6: Giocatore di esperienza e grinta. Da questo punto di vista Massimo Volta non ha da essere secondo a nessuno. Spesso commette qualche errorino in fasi in cui oggettivamente la squadra nemmeno lo aiuta. Al fianco di Caldirola si trova a suo agio. Ci mette davvero tanto cuore e mestiere. Ma siamo convinti che può dare ancora di più.

DI CHIARA 4,5: Ci risiamo. Purtroppo è il secondo anno in cui davvero si fa fatica a trovare qualcosa di positivo nella stagione di Di Chiara. È un pupillo di Bucchi e come tale inizia la stagione sulla sua fascia di competenza. Sempre distratto, sempre pronto a perdere le marcature. Mai una prestazione in cui cerca di incidere e di dimostrare qualcosa, mai concentrato. Un disastro.

LETIZIA 6: Gioca una prima parte di stagione ottima, in cui Gaetano è imprescindibile. Girone di ritorno invece in fase calante, mai al top della condizione e poco incisivo. Cala drasticamente anche il suo rendimento tecnico. Tanti gli errori al cross e in fase di transizione. L’impegno profuso però è sempre lo stesso. Stagione tutto sommato sufficiente.

MAGGIO 5: Da uno come lui ci si aspettava decisamente di più. Fisicamente non è più quello di prima e ci sta; ma Maggio non riesce a dare nemmeno il suo contributo a livello di esperienza e di furbizia. Si fa sentire poco in campo, mette poca grinta, sembra quasi impaurito da questa avventura a Benevento. Un anno in cui ha sofferto davvero molto. Una grande delusione.

GYAMFI 5: Bucchi gli dà qualche chance ma non le sfrutta a dovere, anzi. Distratto e confusionario in fase difensiva, timido e poco tecnico per orchestrare sortite offensive. Si limita a fare il compitino, ma quando anche questo riesce male è oggettivamente difficile pensare a lui come valida alternativa.

COSTA S.V.: E forse gli è andata bene, considerando che gioca solo 5 partite nelle quali è quasi sempre (non una novità) disastroso; vogliamo considerarle poco per dare un giudizio completo come faremo per altri. Ma la sensazione è che il voto finale sarebbe stato molto ma molto basso…

TUIA S.V.: Lo abbiamo visto davvero poche volte per poterlo giudicare. Poteva essere una valida soluzione nel reparto centrale, soprattutto nella prima parte di stagione. Soffre invece di continui problemi fisici che lo tengono lontano dai campi. Le poche partite che fa le disputa anche bene. Speriamo di vederlo di più magari l’anno prossimo.

CENTROCAMPISTI

VIOLA 6,5: È diventato perno inamovibile solo da Febbraio in poi e già questo fa notizia. Di gran lunga il miglior centrocampista qualitativamente parlando, Viola non è autore della sua miglior stagione ma è davvero imprescindibile per le giocate dei giallorossi. Il suo sinistro è sempre pericoloso, la sua visione di gioco è unica. Pochi sono come lui nel suo ruolo.

CRISETIG 5,5: Acquistato come il giocatore che dovesse garantire il salto di qualità nella zona nevralgica del campo, Crisetig si è poi ritrovato a fare la riserva di Viola. Onestamente impressiona davvero poco. Giunto a Gennaio, gioca i primi due mesi più per non fare danni che per dare un impronta marcata al gioco del Benevento. Bucchi prova ad adattarlo come mezz’ala ma l’esperimento fallisce.

TELLO 4,5: Quello che doveva essere uno degli acquisti top per potenzialità nel mercato estivo, si è rivelato uno dei flop più grandi. La stagione di Tello si chiude dopo la seconda partita a Venezia. Il suo unico gol risale a quella sera di Settembre. Da lì solo confusione tattica, errori tecnici, giocate senza alcun nesso logico e che sono costate carissime al Benevento. Le partite che porta a conclusione senza essersi fatto notare per cose negative si contano sulla punta delle mani.

DEL PINTO 7: Alla fine della fiera bisogna rivolgersi sempre a lui. Così come nella stagione precedente, l’immortale Del Pinto parte come seconda scelta dopo il cospicuo mercato estivo. Lui come sempre accetta questo ruolo pronto a dare il massimo quando chiamato in causa. E così fà. E a poco a poco grazie alla sua determinazione e la sua intelligenza tattica e a quella invece insufficiente di suo alcuni compagni di reparto,  diventa nuovamente titolare nella seconda parte della stagione. È un leader, non è un caso se su 17 partite con lui in campo il Benevento ne abbia persa una. Non è un caso se con lui il Benevento aveva un equilibrio tattico, non è un caso che lui e Viola sono fatti per giocare l’uno con l’altro. Non è un caso se è l’unico insieme a Gori (dalla panchina a causa di un infortunio) a urlare e sgolarsi con i propri compagni in quella semifinale playoff. Esempio di umiltà e professionalità.

BANDINELLI 6,5: Ha spesso tolto le castagne dal fuoco al Benevento quest’anno. La stagione di “Pippo” si può giudicare più che sufficiente. Con il suo mancino risolve partite complicate. Quando c’è da mettere quantità lo fa senza tirarsi indietro. Trentuno partite e tanti chilometri percorsi per un ragazzo che può ancora crescere. Purtroppo era in prestito secco e tornerà al Sassuolo.

IMPROTA 6: Esterno alto nei tre d’attacco, quinto di centrocampo e infine terzino. Sfruttato in tutte le posizioni di fascia, Improta ha sempre cercato di fare il suo. Meglio in posizione più arretrata, dove la sua facilità di corsa lo ha aiutato a fornire prestazioni migliori, nonostante trovasse qualche difficoltà nel difendere. Poco incisivo a livello offensivo.

BUONAIUTO 5,5: Fortemente voluto da Bucchi, Buonaiuto non ha impressionato in questa stagione. Paradossale il fatto che venga utilizzato per una parte di stagione da titolare nel ruolo di mezz’ala, ruolo mai stato suo, e mai in quello naturale di ala. In questo senso Buonaiuto è stato anche aiutato poco; lui ci mette impegno per migliorarsi e fornisce anche qualche buona prestazione. Sparisce definitivamente con il passaggio al 4-3-1-2 e le volte che viene chiamato in causa dalla panchina non dà mai un apporto positivo alla squadra.

RICCI 5,5: Alti e bassi. Troppi per un giocatore da cui ci si attendeva molto soprattutto dal punto di vista tecnico. Ne emerge invece un giocatore spesso impaurito. L’emblema sono le due semifinali playoff dove praticamente è un fantasma. Anche lui viene utilizzato nell’inedito ruolo di trequartista; ci mette un po’ ad abituarsi, si impegna e le ultime partite di campionato le gioca discretamente. Ha mezzi tecnici che forse andrebbero sfruttati meglio e con più decisione.

INSIGNE 6,5: È quello che ha spesso trascinato alla vittoria il Benevento. È il più intraprendente nel suo ruolo, è quello che ha più estro e coraggio per tentare la giocata. Dai suoi piedi nascono spesso situazioni pericolose e assist invitanti per i compagni. Viene utilizzato spesso come seconda punta, ruolo non suo e che gli viene difficile interpretare. Molto più decisivo partendo da una posizione laterale o utilizzato fra le linee come trequartista.

VOKIC S.V.: Arrivato nello stupore generale, lo sloveno è utilizzato poco. Negli spezzoni di gara giocati dimostra un  discreto bagaglio tecnico. Rimane troppo poco per dare un giudizio.

GODDARD S.V.: Oggetto misterioso della campagna acquisti estiva. Giunto dal Tottenham, Goddard viene giudicato non ancora adatto fisicamente per giocare. Il suo campionato dura 5 minuti, quando entra a gara quasi terminata a La Spezia.

ATTACCANTI

ASENCIO 5,5: Parte molto bene, facendo addirittura pensare di poter infastidire Coda per un posto da titolare. Improvvisamente però viene utilizzato sempre meno e il suo rendimento cala drasticamente. In tante partite entra e fa più confusione che altro. Qualche leggero infortunio impedisce ad Asencio di allenarsi con regolarità e non riesce mai ad incidere in maniera decisiva. Al di sotto delle aspettative dal punto di vista tecnico.

CODA 7: Inutile discutere; 22 reti, secondo della serie B. Parlano i fatti per un attaccante a cui forse troppo poco si danno meriti. Il Benevento si poggia sui suoi gol, sulle sue spalle. Gioca praticamente sempre, spesso lotta da solo contro difese avversarie, motivo per cui non sempre è lucidissimo sotto porta. Peccato, perchè per come è bravo a crearsi occasioni potrebbe fare davvero valanghe di gol. Unica macchia: qualche errore di troppo dal dischetto.

ARMENTEROS 6: Si presenta in condizioni tragicomiche a Gennaio. È in palese sovrappeso; lui ci mette tanta volontà e impegno e in poco tempo si mette al pari dei compagni. Questo gli permette di iniziare a giocare con regolarità e a finire in crescendo la stagione dove aiuta con le sue caratteristiche Coda e la squadra. Sembra un altro giocatore rispetto a quello abulico della serie A. Peccato la macchia dell’espulsione inutile di Cittadella sella gara di andata playoff.

All. BUCCHI 4,5: Il mezzo è scaturito dai 60 punti conquistati in classifica. Punti che però sono poco frutto di un lavoro mai chiaro e preciso. Costruisce una squadra imbottendola di esterni per facilitare il suo 4-3-3, di fatto non prendendo in analisi la costruzione di un eventuale pian B.  Modulo che non rende e che decide di accantonare completamente, passando a un 3-5-2 per niente in linea con le caratteristiche della rosa. Variazione che regge per una decina di partite, dove i giallorossi danno tutto. Ma non appena si abbassa la soglia di attenzione e di prestazione fisica il Benevento va di nuovo alla deriva. Si passa quindi a un 4-3-1-2, modulo che fa guadagnare spiccata propensione offensiva al Benevento ma che mette in totale secondo piano la fase difensiva. Riesce (insieme alla squadra) nell’impresa di perdere 0-3 la semifinale playoff di ritorno di fronte al proprio pubblico subendo solo azioni di contropiede in una partita dove poteva bastare gestire con più calma il doppio vantaggio maturato all’andata. Fotografia di una stagione in cui l’impronta dell’allenatore si è vista poco e niente; squadra mai migliorata nei propri limiti e mai abituata a far fronte a difficoltà comuni che in una partita possono accadere. Fragile dal punto di vista mentale e vincolata a giocate estemporanee dei suoi singoli.

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Nato a Benevento il 9 Novembre 1995, studente in Scienze della Comunicazione, collaboratore per Ysport da più di un anno. Un passione smisurata per il mondo del calcio, nel raccontarlo, nell'analizzarlo e nell'esprimere il proprio punto di vista su tutte le sfumature che porta con sè, per farlo diventare il suo lavoro. Ospite abitualmente in trasmissioni dedicate al Benevento calcio del quale è anche tifoso da sempre.
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