Il Benevento “carpisce” tre punti: ossigeno prima di un trittico decisivo

foto: Fox Sports

Tre punti che pesavano il doppio quelli che ieri sera erano messi in palio dal manto erboso del “Ciro Vigorito”. Tre punti che a squadre come Benevento e Carpi servivano come ossigeno in un’aria troppo rarefatta per diverse situazioni sia sulla sponda giallorossa che quella biancorossa. Tre punti agguantati dal Benevento, strappati dalle mani di un Carpi tutt’altro che remissivo, in partita per sessanta minuti ma che poi è crollato, dovendo lasciare l’intera posta alla strega.

Voleva, o meglio doveva, impossessarsi in qualsiasi modo di questi tre punti il Benevento: missione compiuta, dopo quattro turni di astinenza e ossigeno puro dopo il periodo terribile di Marzo e in prospettiva per quello che attende i sanniti. Un 3-1 che rasserena un po’ l’ambiente, accresce il vantaggio sulle dirette avversarie per la corsa playoff. E per questa volta va bene così. Perchè la vittoria agguantata ieri col Carpi non è stata tutta rose e fiori, anzi; ma d’altra parte, con tutti i problemi evidenziati nel corso dell’ultimo mese, come poteva esserlo?

Bisogna essere consapevoli del fatto che il Benevento ha avuto e avrà fino al termine della stagione dei difetti troppo evidenti e impossibili da eliminare. Non adesso che siamo arrivati a sette giornate dal termine, quando non ne sono bastate trenta per farlo. Ed è forse proprio questo il motivo principale di una sorta di bivio che si pone davanti alla piazza giallorossa: perchè, da una parte, questa “consapevolezza” di poter migliorare le cose fino a un certo punto, di portarsi inevitabilmente scorie che per un periodo sembravano eliminate e invece sono ricomparse ancora più pesanti, sperando di arrivare al risultato aggrappandosi anche a un po’ di fortuna, costringe ad associare la parola “pessimismo” all’immediato futuro. Una visione un po’ scoraggiata, quasi rassegnata nel guardare ad una “guerra” per cui il Benevento non sembra attrezzato, non sembra dare elementi per poterne uscire vincitore alla lunga.

Da un’altra parte, c’è però una classifica che al momento, fra difficoltà varie, recita quinto posto, piena zona playoff, distanze nemmeno eccessive dai primi posti in classifica.

Sembra quindi un po’ un ossimoro, una situazione strana, un qualcosa che però fino in fondo può e e deve portare a credere quantomeno di andarsela a giocare questa “guerra playoff”. Perchè onestamente sembra tardi e davvero troppo ottimistico pensare che il Benevento possa rientrare per giocarsi la promozione diretta, nelle condizioni di gioco in cui versa. Al contrario però i playoff sono lì a portata e oggettivamente, nonostante tutte gli elementi negativi cui inesorabilmente si pensa, non si può prendere come un qualcosa quasi di inutile. Perchè esistono periodi e periodi e proprio il Benevento quest’anno lo ha dimostrato.

Quella fiducia che ancora c’è e che magari e incatenata, troppo legata ad una squadra che avrebbe potuto fare decisamente di più, ma che ha messo da parte 47 punti pur non avendo quasi mai dimostrato una idea specifica di gioco, un’organizzazione, tutte cose che qualcuno doveva dare. In questo senso la rosa giallorossa ha fatto forse anche di più per come non bene è stata gestita. E proprio questo è quell’elemento che fa fondere curiosità e fiducia, utile a capire, nonostante tutto, questo Benevento dove può arrivare.

Perchè sembra di dimenticarselo, ma stiamo parlando alla vigilia di un trittico tremendo (Perugia-Palermo-Verona) che può racchiudere e rivelare il traguardo finale di una stagione. E affrontare questo trittico significa giocarsi un posto per i playoff e la promozione in serie A. Sembra assurdo che in una città come Benevento, da sempre abituata a categorie inferiori e da due tre anni affacciatasi con entusiasmo al calcio che conta, questo passi in secondo piano.

E quindi è giusto farsi una domanda: vale la pena viverla così? Forse no. Certo non è mai semplice sopraffare una delusione. Ma forse il modo giusto per vivere quel che resta di questo campionato è proprio con quella curiosità e quel poco di fiducia insita in ognuno dei tifosi giallorossi. Elementi trattenuti da un pessimismo lecito, che non bisogna accantonare, ma che deve essere utile solo a non illudersi. Perchè vivere un finale di campionato in maniera quasi indifferente, come se il Benevento stesse a metà classifica e fuori già da tutto, ha poco senso.

(foto: Fox Sports)

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Nato a Benevento il 9 Novembre 1995, studente in Scienze della Comunicazione, collaboratore per Ysport da più di un anno. Un passione smisurata per il mondo del calcio, nel raccontarlo, nell'analizzarlo e nell'esprimere il proprio punto di vista su tutte le sfumature che porta con sè, per farlo diventare il suo lavoro. Ospite abitualmente in trasmissioni dedicate al Benevento calcio del quale è anche tifoso da sempre.
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