Benevento protagonista al Rigamonti: dal tacco di Armenteros alla realtà playoff

Molti si aspettavano la classica partita da “passerella” per un Brescia già promosso in Serie A e che aveva come unico obiettivo quello di chiudere con un buon risultato per festeggiare al meglio davanti al proprio pubblico. L’avversario che si è ritrovato di fronte però, non ha mai accettato di recitare un ruolo di comparsa, nonostante gli obiettivi del medesimo fossero già stati raggiunti come quelli delle rondinelle.

Un Benevento ispirato e spensierato sbanca il Rigamonti grazie al punteggio di 2-3 e si regala l’ultima soddisfazione della regular season; altro che comparsa, il Benevento recita un ruolo da protagonista, si prende la scena e batte a domicilio la prima della classe “rovinando” la festa ai lombardi. Non voleva sfigurare davanti alla capolista la strega, voleva dimostrare di essere una delle squadre importanti di questa categoria, al pari di chi è riuscito a coronare il sogno direttamente grazie ad una maggiore continuità di risultati e delle certezze tecnico-tattiche acquisite ad inizio stagione. Sostanzialmente, la differenza di 6/7 punti (si tratta di due vittorie in più) è tutta lì. E Brescia-Benevento è stata l’ennesima prova di quanto questo campionato sia equilibrato e difficile e che vincerlo o meno è questioni di dettagli.

Nessun rammarico, nessun rimpianto. Non c’è tempo per alimentare dispiaceri per ciò che poteva essere. Non ne vale la pena e non è giusto farlo, perchè nel complesso il Benevento ha meritato questa posizione di classifica, soprattutto per i troppi errori commessi nella prima parte di stagione. Ma una cosa è certa: il Benevento ha dato dimostrazione di potersela giocare con tutti ed essere in grado di vincere questi playoff.

Ovviamente la partita di Sabato va analizzata per quella che è: una partita di fine stagione, senza obiettivi, dai ritmi non elevati, ma giocata comunque per vincere, badando più alla fase offensiva che all’attenzione difensiva. Una peculiarità di questi ultimi due mesi del Benevento, una caratteristica che ha portato buoni frutti soprattutto negli scontri diretti e con squadre che tendono a giocare rispetto ad altre più chiuse e da stanare. Arma a doppio taglio per i playoff, in cui un solo gol fatto o subito può fare la differenza e che statisticamente premiano chi subisce meno. Ma è pur vero che questa è la versione più bella e divertente del Benevento, una versione che dà certezze al gruppo che proverà a giocarsi con le sue armi questa lotteria che già fa trepidare.

Un Benevento sempre propositivo e voglioso di aggiudicarsi i tre punti, nonostante le numerose defezioni, forzate e non. Bucchi non ha voluto rischiare nessuno dei titolarissimi, come giusto che fosse, in vista di una semifinale che dovrà essere giocata con più persone a disposizione possibile e soprattutto al meglio della forma. Già, quella forma fisica che tanto può fare la differenza. Chiedere a Samuel Armenteros, autore di prestazioni esaltanti nell’ultimo periodo.

Appena rientrato nel Sannio a Gennaio, la sua forma fisica era risultata imbarazzante, assolutamente non adatta ad un palcoscenico come questo. È bastato un po’ di lavoro, qualche mese per acquisire anche il feeling con i suoi nuovi compagni, ed ecco che il Benevento ha scoperto di avere un’arma potentissima per questo finale. Prestazioni di alto livello, fisiche e tecniche, giocate di altra categoria (alcune anche fini a se stesse ancora) e soprattutto gol. Importanti e bellissimi. Gli ultimi due con il Brescia sono valsi il prezzo del biglietto per tutto il pubblico presente allo stadio. Prima un’incornata di testa da bomber consumato, poi una finezza, una giocata da far stropicciare gli occhi. Protezione palla in piena area di rigore e tacco no look che si va ad insaccare alle spalle di un incredulo Alfonso. Applausi a scena aperta da tutti i settori. Armenteros sta conquistando tutti. Il pubblico beneventano sogna un nuovo “Puscas” che possa trascinare la strega a compiere il miracolo.

Si diverte, diverte e sa essere decisivo: non poteva arrivare in condizioni migliori a questi playoff la spalla di Massimo Coda. Infine, una menzione doverosa la merita “Ghigo Gori”. Trentanove anni, non giocava una partita ufficiale da quasi due anni, uno degli immortali che con il Benevento ha conquistato tutto, professionista e uomo esemplare; “Batman” si è tolto la soddisfazione di parare un rigore al capocannoniere Donnarumma, sotto la sua curva, per quello che poteva essere il gol del pareggio. E invece è stato lui, Ghigo, a regalare tre punti alla strega. Una di quelle storie che non possono finire in modo diverso, un premio che gli dei del calcio riservano a una persona che più di tutti merita queste favole.

Leggi anche:

Analisi Benevento-Padova 3-3: divertimento, fra pensieri e distrazioni playoff

Nato a Benevento il 9 Novembre 1995, studente in Scienze della Comunicazione, collaboratore per Ysport da più di un anno. Un passione smisurata per il mondo del calcio, nel raccontarlo, nell'analizzarlo e nell'esprimere il proprio punto di vista su tutte le sfumature che porta con sè, per farlo diventare il suo lavoro. Ospite abitualmente in trasmissioni dedicate al Benevento calcio del quale è anche tifoso da sempre.