Benevento-Crotone: scontro diretto, tra corsi e ricorsi storici

“Ancora tu? Non mi sorprende lo sai…”. Già, non ci stupiamo più nel trovarci, ancora una volta, di fronte all’ennesimo duello fra Benevento e Crotone, in quella che ormai è diventata una “classica” del calcio italiano. E un po’ come a Battisti, scappa anche a noi un po’ da ridere, con sfumature di amarezza e di adrenalina, dinanzi ad un destino da cui allontanarsi sembra impossibile.

Strega e squali, accomunati da una battaglia lunga quasi un secolo, da scontri diretti mai banali e sempre decisivi per obiettivi e sogni di entrambe. Dai tre playoff di serie C persi, ferite dolorose (per diversi motivi) e mai rimarginate del tutto all’ombra della dormiente, alla conquista della prima storica Serie A con tempistiche pressoché simili. Ed ecco che alla linea del tempo giallo-rosso-blù si aggiunge la data del 23 Novembre, giorno in cui Benevento e Crotone si riaffrontano da prima e seconda in classifica in Serie B.

Due poli che si attraggono, ma qui di tutto si parlare tranne che di una storia d’amore. Si tratta di un duello che probabilmente non avrà mai fine, di una contesa differente da tutte le altre. È inutile nascondersi dietro lieti, ultimi successi che riguardano entrambe le compagini, quasi come se dovessero aver funzione di paracetamolo, e calmare quelle che sono le sensazioni o i sintomi che raggiungono sanniti e pitagorici quando si devono affrontare.

Perché per quanto si voglia fare orecchie da mercante, rimuovere storia e trascorsi in materia calcistica è utopia, fortunatamente. Perché sono queste le gare che inconsciamente aspetti con trepidazione, sono quelle che seppur non decideranno direttamente l’esito di un campionato, ne potranno sicuramente indirizzare il cammino.

Questo, in generale, è ciò che abbraccia Benevento-Crotone e quel sapore di ansia misto ad adrenalina che caratterizza l’attesa.

Se qualcuno pretendeva di avere una spiegazione alla voce “significati” può rimanere già più che soddisfatto: e dopotutto, mancano all’appello ancora diversi aspetti.

Prima e seconda della classifica, distanziate di quattro punti. Sicuramente le due squadre che, con più convinzione,  hanno saputo mostrare i propri punti di forza in queste dodici partite. Solida, equilibrata e “semplice” la squadra di Inzaghi, quadrata e dalla spiccata propensione alla costruzione offensiva quella di Stroppa. Il tutto condito dalla presenza di alcune individualità che con la Serie B hanno poco in comune.

I calcoli sono partiti da circa due settimane: i giallorossi con tre punti allargherebbero la forbice di punti che intercorre con le inseguitrici, spedendo il Crotone a sette lunghezze di distacco. Di contro, con tre punti rossoblù, l’eventuale possibilità di vedere ricompattarsi tutta la zona alta della classifica. E che non sia decisiva ma molto importante, poco cambia per far capire che questa non si tratta di una partita, ma la partita.

Il Benevento ci arriva con carica e convinzioni: quella di essere meritatamente al comando, quella di giocare fra le mura amiche del Vigorito (dove fino ad ora sono state lasciate le briciole agli avversari), quella che l’ha vista sfoderare prestazioni di alto livello negli scontri diretti. Miglior difesa contro la squadra con maggior dominio territoriale e secondo miglior attacco in campionato.

Seguendo queste linee guida non è sbagliato aspettarsi un Crotone più manovriero e votato a fare la partita (anche per attuali esigenze di classifica) e un Benevento ordinato, più guardingo ma aggressivo, pronto ad aspettare il momento giusto per far male all’avversario, piano di gioco espresso a meraviglia contro Empoli e Cremonese.

E l’augurio che la tradizione “miglior difesa sconfigge sempre miglior attacco” non venga tradita. Un reparto su cui la strega punta molto per costruire le proprie fortune, che sarà orfano nella gara di Sabato di Caldirola (squalificato) e Volta (infortunato). Ma quel che preoccupa è la condizione di Tuia, giocatore rinato e pedina fondamentale nello scacchiere giallorosso. L’ex granata avrebbe riscontrato qualche problema nel corso di questa settimana e la sua presenza appare in dubbio. Presenza o meno a cui è legata non solo una preoccupazione di carattere tecnico, ma anche tattico nel capire quale potrebbe essere la variante più adatta a far fronte a questa possibile emergenza.

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Nato a Benevento il 9 Novembre 1995, studente in Scienze della Comunicazione, collaboratore per Ysport da più di un anno. Un passione smisurata per il mondo del calcio, nel raccontarlo, nell'analizzarlo e nell'esprimere il proprio punto di vista su tutte le sfumature che porta con sè, per farlo diventare il suo lavoro. Ospite abitualmente in trasmissioni dedicate al Benevento calcio del quale è anche tifoso da sempre.