Benevento-Cosenza: la conferenza stampa di Bucchi pre partita

BUCCHI PRE BENEVENTO-COSENZA – Alla vigilia della delicatissima sfida casalinga con il Cosenza, ha parlato in conferenza stampa l’allenatore del Benevento, Cristian Bucchi, che ha presentato così l’anticipo della 35a giornata della Serie BKT 2018-19. Di seguito le dichiarazioni rilasciate dal tecnico dei sanniti in vista della partita in programma al “Vigorito” alle ore 21.00.

Benevento-Cosenza: le dichiarazioni di Bucchi nella conferenza stampa pre partita

“Le insidie del match? Troviamo un avversario già salvo ma che vuole ottenere qualcosa in più. Queste sono le partite più complicate. Il Cosenza gioca un buon calcio, cambia diversi moduli e se non avesse avuto quella maledetta partita non disputata contro il Verona, probabilmente sarebbe a giocarsi i playoff. Braglia? Ha dimostrato di essere uno dei migliori tecnici della serie B, così come la società che ha costruito un organico giusto per la cadetteria. La rispettiamo tantissimo e ha le carte per crearci qualche problema. Ha un’ottima fase difensiva e una grandissima dote propositiva.

Sono tutti pericoli, specie per noi che vogliamo fare la partita. Dobbiamo essere bravi a non perdere la palla e avere la pazienza per trovare il pertugio per sfondare. Dobbiamo vincerla a tutti i costi per dare continuità a ciò che stiamo facendo. I giocatori disponibili? Gori ieri non si è allenato per precauzione. Costa credo che possa rientrare, così come Asencio dopo la squalifica. L’unico un po’ indietro attualmente è Tuia che probabilmente sarà disponibile per Crotone o Padova. Purtroppo viene fuori da un calvario lungo sei mesi, quindi nella sua gestione dobbiamo essere molto cauti.

Le scelte di formazione? In questo momento è un bene che chi rimane fuori scalpiti, ma lo fa davvero in maniera positiva. C’è una serenità importante. Ci sono tante partite ravvicinate e questo fa sì che molti se non tutti saranno chiamati in causa. La nostra non è una panchina, abbiamo calciatori che possono essere titolari a tutti gli effetti”. 

Momento positivo? Desideravo di arrivare a questo punto della stagione in questa condizione. Non è facile entrare nelle caratteristiche dei calciatori, ma anche fisico e mentale. Ci sono stati degli errori da parte mia, ma anche delle indisponibilità importanti. Tutto questo ha fatto sì che tante cose siano state diluite e dilatate. La scelta di un modulo conservativo è stata proprio per questo motivo, in modo da puntare a un pragmatismo che ci serviva per restare nelle prime posizioni. Nel momento in cui abbiamo recuperato tutti siamo tornati a fare ciò che volevamo: giocare all’attacco e divertire. E’ ciò che ci dà l’entusiasmo giusto per questo finale”. 

Coda condizionato da Armenteros? La presenza di Samuel ha dato tanto a Coda. Non bisogna incastrare i calciatori in un sistema, ma è importante essere elastici per permettere ai calciatori di ottimizzare le loro qualità. Armenteros è stato un ottimo acquisto, mi ha permesso di utilizzare due attaccanti di ruolo con un trequartista dietro. Insomma, siamo contenti di ciò che stiamo offrendo.

Entusiasmo post Verona? Certo, può contare molto nel computo dei fattori che condizionano una gara. Sin dal nostro raduno, ho detto che i tifosi possono darci una spinta incredibile. Questo aspetto ha anche l’altro lato della medaglia dovuto al dispiacere di qualche risultato negativo, anche noi ci sentivamo demoralizzati per non aver dato gratificazione alla nostra gente e alla società. Abbiamo sempre cercato di lavorare per tramutare le critiche in applausi. Ci giochiamo la Serie A e lo faremo sempre giocando all’attacco, poi la strada sarà indifferente, l’importante è farlo tutti insieme”. 

Coesione del gruppo? stato sempre molto compatto. Nella compattezza di un gruppo c’è da vivere le condizioni di una società. Siamo arrivati a questo grazie al tempo, dopo aver capito le personalità. La leadership di Maggio si vede nella perfezione degli atteggiamenti. Il conoscersi fa parte di un percorso. Avendo cambiato più di venti calciatori è inevitabile, altrimenti sarebbe stata la perfezione”.

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Nato ad Avellino il 26 dicembre 1996, ha conseguito la Laurea Triennale in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Amante del calcio sin dalla nascita, segue l'Avellino Calcio fin da bambino e resta aggiornato su tutto ciò che riguarda lo sport più bello del mondo.
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