Benevento Calcio, Vigorito: “Ritiro in Trentino, sponsor tecnico sarà Kappa”

È da poco terminata la conferenza stampa del presidente del Benevento Calcio Oreste Vigorito, tenutasi presso l’Hotel President del capoluogo sannita.

Tanti i temi toccati, da quello che è stato il percorso appena concluso a quello che verrà, per un Benevento che da oggi  ha ufficialmente iniziato la stagione 2019-2020. Ecco di seguito le parole del massimo dirigente giallorosso.

“Prima di parlare del prossimo anno, voglio ringraziare tutti quelli che hanno lavorato con me quest’anno. Voglio ricordare prima di tutto che il Benevento ha intrapreso un progetto triennale. Poichè siamo abituati a sognare, io in primis, molti si sono dimenticati di quello che prevede questo programma di tre anni. La campagna acquisti della scorsa estate ci aveva fatto sperare in un biglietto di pronto ritorno in A, ma non era l’obiettivo principale. Evidentemente – ha detto Vigorito – dopo aver visto maglie bianconere o rossonere ci si dimentica di quelle della quarta serie. Abbiamo iniziato un campionato in posizione playoff e li lo abbiamo terminato; poi la delusione per un traguardo sognato ha portato a cercare non le cause ma i colpevoli.

Ho iniziato a sentire voci di persone che pensano che la società Benevento non avesse intenzione di andare in serie A. Noi siamo in tutto e per tutto una società modello, che opera nella trasparenza e nel rispetto delle regole. Abbiamo subito tante ingiustizie e noi non siamo come chi le commette. Vi dico che una promozione in una categoria più alta porta ben altri introiti rispetto ad una partita venduta. Queste sono pensieri frutto di una fantasia malata, un qualcosa che non può considerarsi reale. Io voglio perdonare queste persone perchè penso e mi auguro che amano il Benevento e dicono certe cose solo per rabbia o forte delusione. I delitti si commettono anche per amore. Ma voglio distaccarmi da queste illazioni sconsiderate e che non mi toccano nemmeno.

L’anno appena trascorso è il primo di un triennio e lo considero una base ottima da cui ripartire per i due successivi che sono da programma. Fate finta che il Benevento sia un figlio che iscrivete alle medie e dopo tre anni deve fare l’esame. E soprattutto iniziate a guardare il Benevento non solo nell’ambito prima squadra, ma nella totalità della società. Il nostro settore giovanile quest’anno ha raggiunto tre finali playoff, abbiamo realizzato un nuovo centro sportivo. Anche queste cose fanno parte della programmazione.

Benevento è una città di provincia, che fa invidia a realtà più grandi, ma rimaniamo una città di provincia. Qui c’è un calcio che ancora rispetta quei canoni genuini ed eroici del calcio di provincia. Ma quel calcio oggi non esiste più. Esiste un calcio di business, di affari, di multinazionali. E in questo senso il calcio di provincia di Benevento deve evolversi. La società è già al passo, ma per essere di serie A non serve solo il lavoro di Vigorito.

Serve che le istituzioni, l’amministrazione, la città e i tifosi facciano la loro parte. E voglio precisare, – ha aggiunto – con gli ultimi non mi riferisco a chi quest’anno ha fatto l’abbonamento, a chi c’era vicino nella semifinale di ritorno. Sto parlando però di 10000 persone, ben al di sotto di quelli che eravamo in serie A. Vuol dire che probabilmente non tutti amavano il Benevento, ma erano tifosi di altre squadre. Se facciamo 10000 persone alla semifinale di playoff vuol dire che anche da quest’aspetto siamo un calcio di provincia. Io non smetterò mai di ringraziare gli abbonati che hanno esercitato il loro diritto di prelazione, che ci sono stati vicini e che amano il Benevento. E da loro occorre ripartire e proprio per questi manterrò i prezzi degli abbonamenti invariati anche per la prossima stagione. Spero venga riconfermata la stessa affluenza. Per quanto riguarda le istituzioni, troppo spesso in questa città ci si sottrae al proprio dovere. La mia società è forte e reale, ma questo non giustifica le assenze.

È stato un anno importante. Ci siamo rivisti con allenatore e staff tecnico e abbiamo fatto un’analisi sulle cause di ciò che non è andato per il verso giusto. Bucchi non ha avuto il rinnovo non per la semifinale persa, ma perchè non esistevano più le garanzie tecniche per portare avanti il progetto che dalla scorsa estate abbiamo pensato. Bucchi ha dato comunque il suo contributo e per questo ci tengo a ringraziarlo; è un allenatore che ha fatto due playoff per la promozione in A e questo vuol dire che ha dei valori. Ma adesso serviva una figura differente per continuare il percorso.

Per quanto riguarda la prossima stagione, inizio con l’annunciarvi che il nostro sponsor tecnico sarà “Kappa”. Voglio ringraziare la Frankie Garage con la quale abbiamo collaborato per tanti anni e con la quale ci siamo trovati benissimo.

Il direttore sportivo Pasquale Foggia ha il contratto in scadenza questo Giugno ma è praticamente stato confermato il 1°Luglio scorso. Sta lavorando benissimo e anche a livello di settore giovanile. Stiamo diventando un riferimento a livello di scuole calcio al sud e questo ci inorgoglisce.

Il nostro compito è quello di di fare campionati competitivi con tranquillità tecnica ed economica, non dovendo stravolgere la rosa. In questo senso, arrivare in serie A senza essere pronti non serve a nulla. Anche perchè ti ritrovi difronte tre problemi una volta approdato in massima serie: ci sono prezzi di mercato abissali, irraggiungibili per il Benevento, giovani che non vogliono venire per il timore di essere già retrocessi e anziani che hanno l’unico scopo di venire a “prendere la pensione”. Perciò occorre arrivarci con una base solida.

Stiamo tentando di costruire una realtà duratura: verrà riconfermato un nutrito gruppo di giocatori che sono considerati top per la categoria e cercheremo di ottenere delle risoluzioni per i calciatori che non sentiamo possano far parte di questo progetto, in modo da inserire uomini motivati e non nomi che possano far vendere copie alla stampa. Dei giocatori che messi in una serra e una volta tolto il telo, possano sbocciare.

In tal senso prego stampa e tifosi di non diffondere notizie false su allenatori o giocatori con nomi roboanti da accostare al Benevento. In questo modo si danneggia la società, me e la squadra stessa. Provate a mantenere i piedi per terra anche perchè non aspettatevi un mercato coi petardi. Sarà un mercato oculato, chirurgico e rivolto a migliorare ciò che quest’anno non ha funzionato.

Per quanto riguarda l’allenatore, il ds Foggia si sta divertendo a sfogliare la margherita: ormai abbiamo una certa visibilità ed è chiaro che adesso in molti vogliono venire da noi. Ma a Benevento io non voglio uno che debba sfruttarci per la sua carriera. Voglio uno che cresca con noi, che abbia voglia di fare. Un allenatore che non si vede in tv ma che inizierà a farlo con il Benevento. Dobbiamo puntare a un profilo ambizioso ma non presuntuoso, umile ma non remissivo. Un profilo che se pur non dovesse avere chissà che carriera alle spalle sia motivato nel costruirsela.

Ormai vanno di moda due schiere di allenatori: la schiera dei giovani emergenti, con ex giocatori e campioni del mondo. Ma questo non vuol dire obbligatoriamente essere un allenatore adatto al Benevento. Stessa cosa per la schiera dei santoni, quegli allenatori da pronto soccorso. Il Benevento non è su un lettino in sala operatoria. Vogliamo un allenatore che insieme a noi costruisca una squadra competitiva e pronta ad esprimersi su altri palcoscenici.

Quest’anno andremo in ritiro in Trentino. Lo staff medico è stato riconfermato nella sua totalità. Voglio solo dirvi un’ultima cosa; stateci vicino, perchè stiamo cercando di costruire qualcosa di duraturo. Insieme ci toglieremo belle soddisfazioni.”

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Nato a Benevento il 9 Novembre 1995, studente in Scienze della Comunicazione, collaboratore per Ysport da più di un anno. Un passione smisurata per il mondo del calcio, nel raccontarlo, nell'analizzarlo e nell'esprimere il proprio punto di vista su tutte le sfumature che porta con sè, per farlo diventare il suo lavoro. Ospite abitualmente in trasmissioni dedicate al Benevento calcio del quale è anche tifoso da sempre.