Benevento Calcio, dalla Pasquetta a Verona alla consacrazione di Coda

Probabilmente a Verona non avranno gradito molto il menù di pasquetta in serbo al Bentegodi. Tutto offerto dagli stregoni, un piatto buono e bello da vedere, metafora perfetta per descrivere quella che è stata la prestazione in terra veneta dei sanniti.

Coda alla…beneventana, anzi tre. Quella stessa “coda” che in prossimità delle feste natalizie era rimasta indigesta al Vigorito per i tifosi giallorossi, si trasforma in pietanza gustosa nel pomeriggio della pasquetta. Da Coda a Coda. Il filo conduttore della sfida all’Hellas Verona lo tiene ben stretto tra le mani il bomber di Cava de’ Tirreni, che con 18 gol stagionali è a sole due marcature da quel Fabio Ceravolo che tanto fece sognare il Sannio e che è per ora ancora il miglior marcatore del Benevento del nuovo millennio. Numeri che forse non proprio a tutti sono chiari, a chi troppe volte, gratuitamente e ingiustamente, ha criticato il suo operato. Perchè Coda è imprescindibile per l’attacco dei giallorossi e cosa più dei numeri (oltre che le prestazioni) può dimostrarlo?

Massimo si è ripreso ciò che aveva gettato quel 9 Dicembre, quando quel cucchiaio dagli undici metri invece che raccogliere il pallone e adagiarlo in rete, raccolse solo tante critiche e malumori, dopo che la sfera si accomodava fra le braccia del portiere scaligero immobile. E da lì, probabilmente, molti hanno iniziato a vedere solo il negativo nelle prestazione di Coda, tralasciando quel positivo che invece tanto ha portato alla causa giallorossa. Per mettere a tacere ancora chi fosse scettico serviva una dimostrazione di forza, netta. E quale teatro migliore se non la casa dell’avversaria che lo aveva “giustiziato” 4 mesi fa?

Stavolta i panni del “giustiziere” li ha vestiti Coda e con lui tutto il Benevento. Squadra che col passare delle giornate sembra acquisire sempre di più gamba e fiducia. Che peccato quello stop immeritato contro il Palermo. Perchè questa squadra dà la sensazione adesso di giocare senza paura, senza timore, rischiando tanto ma offendendo in modo pratico e senza contenersi. Non è da tutti rifilare a domicilio 4 gol al Pescara, 3 al Verona con una prestazione che non lascia spazio a nessun tipo di polemiche (nemmeno per un gol che era da annullare per fuorigioco, ma che sarebbe potuto arrivare in qualsiasi altro momento), calciare quasi 14 volte in porta al Palermo.

7 punti conquistati nelle ultime tre trasferte, dato che va ad incrementare la sensazione concreta che il Benevento sia più una squadra da trasferta. E in effetti la squadra giallorossa sta dimostrando di andare a nozze quando trova spazi per le giocate e le caratteristiche dei singoli finalmente messi nelle condizioni di poter rendere. Peccato, ci sono voluti sette, otto mesi.

Il Benevento adesso ha trovato una identità, ha trovato gli uomini a cui aggrapparsi e con i quali provare a spingersi oltre il limite. Perchè la sconfitta contro il Palermo lo avevamo detto, era be diversa da quelle precdenti in stagione. Le sensazioni erano positive e a Verona non sono state tradite. I playoff sono più vicini, quasi blindati. Il quarto posto ben difeso. Le tre davanti sembrano difficili da agguantare, forse un treno è passato. Ma sul secondo che sta per arrivare il Benevento sembra ci stia per salire di corsa…

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Nato a Benevento il 9 Novembre 1995, studente in Scienze della Comunicazione, collaboratore per Ysport da più di un anno. Un passione smisurata per il mondo del calcio, nel raccontarlo, nell'analizzarlo e nell'esprimere il proprio punto di vista su tutte le sfumature che porta con sè, per farlo diventare il suo lavoro. Ospite abitualmente in trasmissioni dedicate al Benevento calcio del quale è anche tifoso da sempre.
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