Benevento-Cittadella, 90 minuti alla finale playoff: occhio al “cuore inglese” dei veneti

Non serve andare troppo indietro con la memoria. Basta vedere cosa è successo poco più di tre settimane fa nella competizione più importante d’Europa. Quella Champions dove si sono materializzati autentici “miracoli sportivi” in tutta la loro essenza, in tutta la follia che li accompagnava e quell’imprevedibilità  per cui a volte questo pallone ci fa diventare matti.

Liverpool e Tottenham hanno conquistato una finale e la storia, ribaltando risultati che sembravano solo fare da apripista al pass più importante per Barcellona e Ajax.

A Benevento non si gioca la “Coppa dei Campioni” , ma il valore che ne acquista la semifinale di ritorno playoff contro il Cittadella per il Sannio e i giallorossi è rimandabile alla competizione delle notti stellate. Benevento e Cittadella ripartono dal 2-1 in favore degli uomini di Bucchi. Un risultato voluto e importantissimo che permette al Benevento di poter passare anche con una sconfitta con un gol di scarto. Niente supplementari, niente rigori, nessuna regola per le reti in trasferta. Vedendola così e valutando l’andata sembrerebbe una finale già da pregustare.

Invece no, non sarà così. Perchè quelli di domani saranno paradossalmente novanta minuti ancor più di fuoco rispetto a quelli del Tombolato. Perchè gestire un risultato così può sembrare semplice ma non lo è affatto; perchè contro si presenta una squadra che deve compiere un’impresa ma che non lesina coraggio nel provarci e soprattutto non ha davvero nulla da perdere. Perchè il Cittadella ha dimostrato spesso in campionato di possedere quel “cuore inglese” che quest’anno ha portato a quelle due, romanticissime, rimonte. Ma per una volta vogliamo esularci da questa poetica; Benevento non vuole vivere una serata atroce come Barcellona o Ajax. Benevento intravede il sogno di poter raggiungere la seconda finale della sua storia al secondo tentativo. La tocca, la sfiora, la vuole far sua.

In fin dei conti anche questo è romanticismo, una squadra che al secondo anno assoluto nella stria in cadetteria potrebbe conquistare un’altra clamorosa promozione. E allora bisogna far in modo che il romanzo si colori, nuovamente, di giallorosso.

Per far si che ciò avvenga sarà indispensabile affrontare la partita con lo stesso approccio di Martedì, dove il Benevento ha fatto capire dal primo minuto di voler giocare per vincere,  a costo di rischiare qualcosa. Poi ci sono gli episodi, poi ci sono i momenti della gara, ma inevitabilmente l’approccio li condiziona. Bucchi era stato chiaro: “Il Benevento dovrà scendere in campo sempre per vincere tutte le partite”. Nulla di più vero, perchè domani andare in vantaggio potrebbe spegnere il fuoco di un avversario barcollante ma non ancora al tappeto.

E allora che la concentrazione sia massima, ma che non sia sopraffatta da un’eccessiva ansia o paura. Perchè essere pessimisti nemmeno è giusto, dopo aver affrontato benissimo l’ostacolo della trasferta, dopo aver vinto il quarto confronto su quattro disputati contro il Cittadella, scendendo domani in campo con uno stadio alle proprie spalle. Già, quel fortino che per altre due battaglie (si spera) deve risultare inespugnabile, quello che frenò la corsa e la voglia di vincere di qualsiasi avversario. Quello che domani deve aiutare a completare l’opera, quella dove non serve necessariamente una vittoria, ma quel risultato alla portata e che non deve essere vanificato dopo lo sforzo dell’andata.

Benevento, nella nostra “Champions” non far trionfare un altro “cuore inglese”.

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Nato a Benevento il 9 Novembre 1995, studente in Scienze della Comunicazione, collaboratore per Ysport da più di un anno. Un passione smisurata per il mondo del calcio, nel raccontarlo, nell'analizzarlo e nell'esprimere il proprio punto di vista su tutte le sfumature che porta con sè, per farlo diventare il suo lavoro. Ospite abitualmente in trasmissioni dedicate al Benevento calcio del quale è anche tifoso da sempre.