Analisi Spezia-Benevento 0-1: il “Picco” della Strega

In vetta al campionato. Il colpo di testa di Tello dalla traiettoria beffarda, che scavalca Scuffet e gela il “Picco” di La Spezia, simboleggia la medesima azione che compie la strega in classifica. Il Benevento, a quattro giri di lancette dal termine di una gara chiusa e complicata, approfittando delle mancate vittorie di Salernitana ed Empoli, ritorna al comando del campionato cadetto. Questa volta in solitaria, da imbattuto. È il punto più alto della storia del Benevento in Serie B, un “picco” che ad Ottobre ha il valore di alimentare un sogno e che rende il giusto premio ad una prima parte di stagione da imbattuti.

I giallorossi sono l’unica squadra a non aver totalizzato sconfitte: sette gare, quattro successi e tre pareggi, quarto miglior attacco e miglior difesa. Numeri e statistiche da prima della classe e che confermano di come questo traguardo parziale sia ampiamente meritato dalla truppa di Inzaghi. Un risultato che al giorno d’oggi deve essere utile per acquisire carica e alimentare sogni. Perché ogni tanto è bene ricordare che si sta lottando per qualcosa di magnifico, perché una seconda promozione in serie A per una squadra che fino a 3 anni e mezzo fa faceva le fatiche di Ercole per uscire dalla Lega Pro, non capita a tutti. Un qualcosa che forse è sfuggito a qualche persona che aspetta questo obiettivo come il minimo e ovvio risultato della stagione.

Benevento non è piazza per borghesi o apatici. Benevento è e deve essere una piazza che ha fame di conquistare vittorie e palcoscenici importanti, fame di scrivere altri anni importanti e di farlo consapevoli che adesso nessuno regala niente. Riconfermarsi è sempre più difficile, perché chi vince una volta può essere favorito dall’entusiasmo, può trarre vantaggio dal cosiddetto “effetto sorpresa”. Farlo di nuovo e con i favori del pronostico rende tutto più difficile. La sostanziale differenza dopo il primo anno storico in Serie B è proprio questa. Adesso le squadre conoscono bene cosa significa affrontare il Benevento Calcio; ma essere una delle “squadre da battere” non può e non deve dare il pass per pensare che la promozione debba essere solo una formalità. Al contrario, contro il Benevento tutti scenderanno in campo per la partita della vita. Il che significa che vincere un campionato così equilibrato e con questi presupposti, deve rappresentare un’impresa e così va vissuta, al di là di valori delle rose, aspettative e altro ancora.

Partita della vita, punti che pesavano come un macigno per lo Spezia che ha venduto cara la pelle pur di strappare un risultato positivo. Non è riuscito nemmeno alle aquile liguri di superare questo solido Benevento che con tenacia, organizzazione e personalità, trova il jolly a pochi minuti dal termine. Lo scoprono sul rettangolo verde, Tuia e Tello, due subentrati dalla panchina. Il primo, tornato in campo dopo tantissimo tempo, sostituisce nei cinque minuti finali il compagno di reparto Antei vittima di crampi. Dai suoi piedi nasce il tracciante, perfetto, che raggiunge la testa di Tello. Lui, il secondo, subentrato a un quarto d’ora dal termine per dare linfa ad un reparto avanzato fino a quel momento sottotono. Il tempo di un inserimento, puntuale per l’incontro con il lancio millimetrico di Tuia, un colpo beffardo (e non semplice) che prende in controtempo un rivedibile Scuffet e fa volare la strega. Tre punti che danno il segnale di come il Benevento, in queste sette partite, abbia forgiato (e tanto) il suo carattere.

Tre punti che restituiscono ciò che il Benevento aveva lasciato immeritatamente una settimana prima contro l’Entella e che danno ancor di più conferma di come la squadra di Inzaghi sia sul pezzo. Questa squadra presenta ancora ampi margini di miglioramento: partendo dalla fase offensiva, per esempio, dove in fase realizzativa serve necessariamente più concretezza, perché vincere le partite non subendo mai gol non è semplice. Ma è pur vero che far male a questo Benevento è davvero difficile. Una sola rete subita su azione in sette gare, merito di un reparto difensivo sugli scudi e di una attenzione tattica spasmodica da parte di tutta la squadra. Sotto questo punto di vista, il lavoro di Inzaghi è stato maniacale: d’altronde si sa che nel Bel Paese, quasi sempre, vince chi non prende gol.

Spezia-Benevento 0-1, le dichiarazioni di Tello nel post partita (Serie B 2019-20)

Nato a Benevento il 9 Novembre 1995, studente in Scienze della Comunicazione, collaboratore per Ysport da più di un anno. Un passione smisurata per il mondo del calcio, nel raccontarlo, nell'analizzarlo e nell'esprimere il proprio punto di vista su tutte le sfumature che porta con sè, per farlo diventare il suo lavoro. Ospite abitualmente in trasmissioni dedicate al Benevento calcio del quale è anche tifoso da sempre.