Analisi Pescara-Benevento 4-0: nulla è eterno sul pianeta Serie B

Nessuno resiste, nessuno rimane in vita in eterno su questo mondo. Figurarsi una squadra di serie B e uno dei suoi migliori primati in quello che è il mondo serie B, pianeta solito a fagocitare, con estrema facilità e rapidità, la longevità di qualsiasi periodo positivo delle sue “abitanti”. Forse qualcuno in queste otto giornate ha dimenticato questo piccolo “particolare”: il Benevento è una di quelle squadre appartenenti alla terra serie B, una delle venti, non un’infiltrata promessa già a chissà quali paradisi.

Lo aiuta a ricordare la prima sconfitta del campionato, pervenuta Sabato pomeriggio su un campo che, al Benevento, ha spesso dato dispiaceri. Il Pescara si impone sui giallorossi per 4-0, facendo cadere l’imbattibilità della squadra sannita dopo ben otto giornate e interrompendo la mini fuga in testa alla classifica avviata una settimana prima, grazie alla vittoriosa partita contro il Perugia.

Una sconfitta che, dopo otto gare, ci può stare, una sconfitta meritata e che può aiutare ad analizzare degli aspetti che sicuramente vanno migliorati e che hanno portato al ridondante risultato finale.

Badare bene: analizzare. Perché è questo ciò che c’è da fare e con tanto equilibrio, a differenza di chi preferisce già lasciarsi andare a processi sterili e che di sensato hanno davvero poco.

Qualcuno forse credeva che il Benevento rimanesse imbattuto fino a Maggio, qualcuno già lo proiettava fra dodici mesi allo Stadium di Torino o al San Siro di Milano. La realtà, bella e che va vissuta, è ben diversa. Il Benevento, che piaccia o no, è una delle compagini di B all’inizio del proprio percorso, in un campionato sempre più complesso ed equilibrato. Una squadra con notevoli punti di forza, ma anche punti deboli che ne fanno un team competitivo, al pari di altre che fino alla fine lotteranno per raggiungere traguardi importanti.

Questa considerazione il Benevento l’ha acquisita sul campo, non sulla carta, perché l’ultima parola è sempre del rettangolo verde e della sfera di gioco. Otto partite di imbattibilità rappresenta una delle strisce di risultati migliori della cadetteria, una serie positiva che ha permesso al Benevento di aggiudicarsi il meritato primato. Lo stesso che adesso i giallorossi dividono con il Crotone, per quanto esso possa essere simbolico visto che ci troviamo in Ottobre e che la classifica attuale è davvero cortissima.

Questo per far capire come il giudizio tracciato dopo le otto gare precedenti a Pescara non può essere cancellato, rimosso o considerato la “normalità” per il Benevento. Bensì il tonfo dell’Adriatico è utile ad integrare quel giudizio con elementi al momento negativi presenti anche in seguito alle vittorie e i risultati positivi, che venivano semplicemente messi in secondo piano per la valorizzazione di altri più che positivi.

Tutto questo mostra il 4-0 rimediato a Pescara, risultato roboante e forse per questo indigesto. Ma la sconfitta è tale anche per 1-0 e i punti guadagnati sono sempre zero. È lo specchio, come detto, che riflette e amplifica alla massima potenza alcuni elementi mascherati in questi primi due mesi.

È ormai evidente che il Benevento fa un po’ fatica a concretizzare: lo dicevamo prima della trasferta di Pescara, lo diciamo oggi dopo una partita pessima ,  ma che qualche opportunità alla strega ha comunque offerto, sia sullo 0-0 che una volta passati in svantaggio. Il periodo che trascorrono gli attaccanti giallorossi non è dei migliori; Coda non trova la via del gol dalla seconda giornata col Cittadella e più tempo trascorre più il giocatore ne risente. Una caratteristica a volte comune degli attaccanti e che ne riflette vistosamente sulla qualità di qualsiasi giocata. D’altro canto, Sau è appena rientrato da un infortunio e la condizione non è ottimale, Armenteros non ha ancora la capacità di incidere con regolarità nei novanta minuti.

Al netto di ciò, vogliamo farvi una domanda: riuscireste ad immaginare un Benevento senza Coda? Per molti la risposta verrebbe spontanea, in questo momento, ma sarebbe solo un modo troppo semplicistico di vedere la realtà. Quella realtà che racconta di come questa squadra, abituata a giocare in tale maniera, di un Coda anche fuori forma fa fatica a farne a meno. Il problema sta proprio qui: al Benevento manca l’alternativa con caratteristiche simili a quelle che può offrire Coda. Un problema che poteva essere posto anche nel caso lo stesso si fosse infortunato e che fa capire di come la coperta sia obiettivamente corta.

A ciò si aggiunge una forma non ideale da parte degli esterni d’attacco. Insigne ha raccolto prestazioni deludenti e sottotono. Poche giocate, poca corsa, tanta svogliatezza. Improta è un ottimo gregario, l’impegno è lodevole, ma in questo momento di impasse offensiva servirebbe anche altro. In questo senso sono state pesanti le assenze di Kragl e di Tello, sicuramente i due che attualmente offrono più garanzie sotto tanti punti di vista. Anche per questo, sciocchezze gratuite come l’espulsione rimediata dal colombiano settimana scorsa, vanno evitate. Se consideriamo che i due non sono nemmeno degli esterni di ruolo, la coperta può essere considerata corta anche qui. E probabilmente, con il recupero di Schiattarella, viene oggi più semplice ipotizzare un cambio di modulo.

Il tutto per sottolineare come anche la difesa meno battuta del torneo, fino a Sabato, possa non reggere ogni partita alle sortite offensive avversarie, soprattutto quando in esse c’è il doppio di cattiveria e fame.

Capitolo atteggiamento. Lo ha sempre detto mister Inzaghi, se il Benevento non va in campo con la bava alla bocca diventa una squadra come le altre. Giustissimo e altro elemento che contribuisce al 4-0 di Sabato. Il Benevento è apparso morbido e poco concentrato all’Adriatico, fin dai primi minuti. E fa rabbia che, nonostante tutto, al riposo si sia andati comunque sullo 0-0 e con una gara sostanzialmente in equilibrio. Rasserenato di ciò, forse, il Benevento è rientrato con lo stesso piglio ed è rimasto sorpreso nel momento in cui si è trovato sotto, dopo praticamente nemmeno un minuto di gioco.

Situazione nuova: il Benevento non era mai andato sotto nel punteggio in questo campionato e la reazione a tale evento è stata tutt’altro che positiva. Una situazione da cui acquisire esperienza, perché pensare di tenere inviolata la porta e di non passare mai in svantaggio è utopia.

Nessun dramma e nessun processo. Un’analisi per una squadra competitiva, ma non esente da problematiche attuali, già presenti insieme a tante caratteristiche positive. Quelle da mantenere e non dimenticare, quelle che in nove gare, dopotutto, hanno reso capolista il Benevento.

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Nato a Benevento il 9 Novembre 1995, studente in Scienze della Comunicazione, collaboratore per Ysport da più di un anno. Un passione smisurata per il mondo del calcio, nel raccontarlo, nell'analizzarlo e nell'esprimere il proprio punto di vista su tutte le sfumature che porta con sè, per farlo diventare il suo lavoro. Ospite abitualmente in trasmissioni dedicate al Benevento calcio del quale è anche tifoso da sempre.