Analisi Perugia-Benevento 2-4: “Ricordi, sbocciavan le Viole…”

Nicolas Viola Benevento CAlcio

“Ricordi, sbocciavan le viole…”, quando la poesia si intrecciava alla musica. Cantava e recitava così Fabrizio De Andrè nella sua splendida “La Canzone dell’amore perduto”. Qui invece andiamo a parlare di una squadra che l’amore lo ha ritrovato, con le vittorie e con quel pallone che troppo spesso negli ultimi tempi era diventato fruitore di litigi e incomprensioni.

Perugia-Benevento 2-4 ha ricordato davvero ai giallorossi come sbocciano le viole… La prima, la più bella, quella che fornisce il cognome al giocatore che per troppo tempo è mancato a questa squadra. Uno degli immortali, uno che il pallone davvero lo fa innamorare, Nicolas Viola. Finalmente libero di giocare nel suo ruolo naturale davanti alla difesa è tornato quel giocatore di assoluta qualità, di altra categoria, che nel Sannio ricordavano. Ha preso in mano le redini del gioco del Benevento, ha costruito con le sue geometrie, ha coperto quando c’era da coprire, ha messo a segno in maniera impeccabile altri due rigori fondamentali dopo quelli di Ascoli e Carpi. Non un’esitazione, non un’incertezza. La viola o se preferite “il Viola” più bello.

Ma con Nicolas sono sbocciate tante altre “Viole”. Una di queste è sicuramente il suo compagno di reparto, colui che con il Benevento ha collezionato le due storiche promozioni, quello che non ha mai sollevato una polemica, ha sempre sudato in allenamento e in partita, quello che è un altro degli “immortali”, quello con cui la Strega in questa stagione non ha mai perso (sarà un caso?), Lorenzo Del Pinto.

E viene da sorridere, con tanta amarezza, pensare che i due sono stati spesso preferiti in un centrocampo che in loro mancanza è stato sempre disordinato. Certo, spesso gli infortuni non hanno aiutato, ma anche quando le condizioni permettevano non sono stati impiegati come di dovere. Perchè i due si completano a vicenda: potremmo definirli uno il braccio e uno la mente; Viola è fatto per Del Pinto, Del Pinto per Viola e così il centrocampo del Benevento. Nessuna magia, solo la dimostrazione che quando ci si affida a dei leader si può uscire da situazioni complicate.

Anche il Benevento ha scoperto la sua primavera, perchè al “Curi” di Perugia è sbocciato il Benevento stesso. Forse, per la seconda volta in stagione, i sanniti hanno disputato davvero una bella partita. Ritmi alti, mentalmente sempre in partita, quasi come ci fosse la consapevolezza che quella di Perugia si trattasse realmente di una finale. Ma la cosa che più fa piacere è ripensare ad una prestazione buona anche a livello di gioco. Merito di una partita giocata senza paura, con la voglia di attaccare e cercare di vincere la partita segnando più degli altri. Tattica che ha pagato e che del resto, con una fase difensiva che ancora lascia un po’di incertezze, era l’unica che potesse portare al risultato. Gli uomini giusti al posto giusto, senza invenzioni, senza scelte cervellotiche. È bastato questo per risvegliare gli animi di squadra e piazza che adesso tornano a credere realmente nel sogno.

Certo, parlare di secondo posto adesso è tardi: i punti di ritardo dal Lecce sono quattro (con i salentini che devono riposare), ma il calendario rispetto ai giallorossi pugliesi è tutt’altro che semplice. C’è poi da verificare questa fioritura del Benevento se manterrà fino a Maggio. Ma una cosa per volta: la Strega ha portato a casa tre punti fondamentali da Perugia, trasferta da sempre ostica, che permettono di blindare momentaneamente la posizione playoff. E fanno da trampolino a quella che è la sfida per il terzo posto al Palermo, ma avremo tempo per parlarne.

A Benevento, però, c’è la sensazione che il clima sia tornato sereno per mantenere il giardino fiorito, irrigato da un popolo che forse può tornare a sognare.

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Nato a Benevento il 9 Novembre 1995, studente in Scienze della Comunicazione, collaboratore per Ysport da più di un anno. Un passione smisurata per il mondo del calcio, nel raccontarlo, nell'analizzarlo e nell'esprimere il proprio punto di vista su tutte le sfumature che porta con sè, per farlo diventare il suo lavoro. Ospite abitualmente in trasmissioni dedicate al Benevento calcio del quale è anche tifoso da sempre.