Analisi Palermo-Benevento 0-0: ora Cittadella e Verona, per la svolta definitiva

Palermo, Cittadella, Hellas Verona. Un trittico di fuoco che molto aveva e avrà da dire sul futuro prossimo del Benevento. Il primo passo per spegnere le fiamme è stato fatto nella trasferta del Renzo Barbera, dove il Benevento non solo ritorna con un punto importante dal campo della capolista, ma acquisisce non ancora delle certezze, ma forse delle convinzioni che per questo autunno caldo si erano andate progressivamente smarrendosi. Punto giusto e meritato che con un pizzico di cinismo e di cattiveria in più potevano trasformarsi in 3.

Già, perché la versione notturna della Strega a Palermo è finalmente sembrata quella di una squadra determinata e compatta. Voglia di strappare un risultato che conta, voglia di dimostrare di poter essere al livello delle migliori della classe, voglia di dimostrare grinta e cattiveria, di apparire meno “belli” (anche perché costantemente non ci si riusciva) ma più pragmatici. Insomma quella voglia di essere considerata una squadra tosta e difficile da affrontare per chiunque non solo a chiacchiere ma stavolta anche coi fatti. Il Benevento “siciliano” ha sorpreso positivamente tutti: certo, una rondine non fa mai primavera, ma è anche giusto sottolineare una prestazione di livello così come lo è stato fatto con quelle non all’altezza.

E se un punto fa morale e classifica, la fotografia della prestazione aggiunge curiosità e ritrovato entusiasmo per una squadra che davvero ne aveva bisogno, in un periodo nero anche dal punto di vista degli infortuni. Già perché il Benevento ha dovuto fronteggiare un situazione già difficile prima della trasferta con i rosanero, aggravata dalle uscite di Viola per un problema alla caviglia prima e di Letizia per una probabile costola incrinata a seguito di uno scontro fortuito in mezzo al campo.

E se per il primo potrebbe profilarsi solo qualche giorno di stop e quindi saltare la sfida col Cittadella per poi riprendere il suo posto in campionato, per l’esterno napoletano i tempi si allungano notevolmente. E questa è una delle poche cattive notizie che il Benevento si è portato via dalla “Trinacria”. Anche considerando lo sviluppo di questo 3-5-2 poco adatto alle caratteristiche strutturali della squadra, ma che sembra aver dato delle garanzie sotto il punto di vista tattico e organizzativo. E chiaramente un elemento come Letizia risulta indispensabile.

Il tutto alla vigilia di un turno infrasettimanale storico. Sì, perché il secondo step del trittico non è il classico turno infrasettimanale di campionato, bensì è un passaggio che il Benevento si è conquistato meritatamente e sorprendentemente, quando ancora le serate agostane erano umide e calde e ad Udine la squadra di Bucchi andava a conquistarsi la qualificazione al quarto turno di Coppa Italia. Traguardo mai raggiunto e che fa da ultima porta in direzione del tabellone degli ottavi di finale, dove entrano in scena le migliori 8 della Serie A della passata stagione più le altre 8 qualificate. A Benevento nessuno avrebbe mai ipotizzato un traguardo simile qualche tempo fa.

E la sfida che si profila all’orizzonte è un affascinante Inter-Benevento da andarsi a giocare alla scala del calcio. Un regalo per tifosi e società, che il Benevento dovrà provare a impacchettare contro un Cittadella in forma e avversario mai facile da affrontare. Le motivazioni sono pressoché le stesse, ma i giallorossi potranno contare sul calore del proprio pubblico, chiamato a gran voce ad affollare lo stadio anche se orario e giorno risultano essere proibitivi per tanti.

Serviranno cuore e carattere visti a Palermo, ora più che mai, senza dimenticare una sorta di turn over necessario visti i tanti impegni, ma che l’infermeria rende difficile da intraprendere. Anche perché la soddisfazione di regalarsi i nerazzurri agli ottavi di Coppa è un’occasione troppo ghiotta per essere snobbata.

Nato a Benevento il 9 Novembre 1995, studente in Scienze della Comunicazione, collaboratore per Ysport da più di un anno. Un passione smisurata per il mondo del calcio, nel raccontarlo, nell'analizzarlo e nell'esprimere il proprio punto di vista su tutte le sfumature che porta con sè, per farlo diventare il suo lavoro. Ospite abitualmente in trasmissioni dedicate al Benevento calcio del quale è anche tifoso da sempre.
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