Analisi Cosenza-Benevento 0-0: Strega, “Ho il ballo di San Vito e non mi passa…”

Cantava Vinicio Capossela, grande cantautore e polistrumentista italiano, Ho il ballo di San Vito e non mi passa” in uno dei suoi più famosi album del 1996. Riferimento a un tipo di malattia di origine neurologica che provoca, nei soggetti che la contraggono, disturbi caratterizzati da rapidi movimenti a scatto o scoordinati. Fortunatamente, però, qui non parleremo di malattie vere, ma i versi di Capossela e il luogo dell’ultima performance del Benevento, il “San Vito- Gigi Marulla” di Cosenza ci permette di etichettare quella che è la “malattia calcistica” che attanaglia la squadra giallorossa.

Perché lo 0-0 in terra calabra di Domenica, non può essere interpretato come un risultato positivo e non deve essere preso come punto da cui ripartire, quantomeno non del tutto. È vero, un punto in trasferta non sempre è da buttare; è vero, le condizioni del terreno di gioco non erano proprio delle migliori e si faceva fatica a giocare a calcio.

Ma in fin dei conti si è giocato e queste condizioni completamente proibitive non ci sentiamo di definirle. Perché non può essere un alibi o una scusante per un’ennesima prova sottotono e condita da una manchevolezza di idee e di qualità quasi non appartenente a questa categoria. Non può essere un alibi il campo, perché a questa versione del Benevento 2018-2019 ormai ci abbiamo fatto l’abitudine, su qualsiasi tipo di terreno di gioco, dal migliore al peggiore.

Per non parlare, oltre alla totale mancanza di un criterio nell’attaccare l’avversario, anche la riluttanza nel cercare a tutti i costi la vittoria, cosa che invece dovrebbe venire spontanea vista la situazione che sta attraversando la squadra. Perché se è vero che il terreno può penalizzare un ipotetico gioco, d’altra parte non si è vista nemmeno una squadra che abbia interpretato il campo come considerato. Poca grinta, poca corsa, poca voglia di far propria una partita che poteva essere alla portata (la lentezza con cui venivano battute le rimesse in gioco è stata emblematica), ma che poteva essere anche persa se Montipò nel primo tempo non avesse compiuto un miracolo e se nella seconda frazione D’Orazio non avesse impiegato troppo per calciare, colpendo debolmente sui piedi di Antei.

In mezzo a ciò, un lampo estemporaneo di Buonaiuto che dopo una bella azione in solitaria stampa la conclusione sul palo. Nulla più, solo molta confusione e davvero tanti errori tecnici che fanno calare il sipario sull’ennesima brutta prestazione dei sanniti. Perché se è vero che tutta la maggior parte dei problemi può partire da un allenatore che fino ad adesso non ha dato niente, e che non mette in condizioni i propri calciatori di esprimersi al meglio (vedi il centrocampo con Bandinelli, un incursore, chiamato a fare il perno centrale per impostare), è pur vero che la maggior parte di quest’ultimi non stanno dando il massimo e questo è evidente.

Perché se Tello sbaglia il 100% dei passaggi in novanta minuti non è tutta colpa di un allenatore. Se un Asencio non riesce a stoppare un pallone da tre partite non è colpa di una mancanza di schemi. Se un Improta sembra aver paura di correre e non riesce in un appoggio durante 90 minuti, qualche responsabilità va attribuita anche al singolo. Ma questo per citare forse i tre che peggio hanno figurato nella trasferta calabrese, ma per contare chi si salva forse le dita di una mano sono anche in eccesso.

Si presenta così il Benevento alla caldissima sfida del 23 Dicembre alle 14.00, quando un Crotone immerso in una crisi senza fine arriverà in terra sannita. Sarà l’ultima chiamata, per Bucchi sicuramente, ma anche per tanti che adesso devono far capire realmente quali possono essere gli obiettivi che la squadra sannita può porsi quest’anno, in attesa di un mercato di Gennaio che possa mettere qualche toppa ad una coperta con troppi buchi.

Nato a Benevento il 9 Novembre 1995, studente in Scienze della Comunicazione, collaboratore per Ysport da più di un anno. Un passione smisurata per il mondo del calcio, nel raccontarlo, nell'analizzarlo e nell'esprimere il proprio punto di vista su tutte le sfumature che porta con sè, per farlo diventare il suo lavoro. Ospite abitualmente in trasmissioni dedicate al Benevento calcio del quale è anche tifoso da sempre.