Analisi Benevento-Padova 3-3: divertimento, fra pensieri e distrazioni playoff

Lo avevamo preannunciato nel pre partita: Benevento-Padova era una partita che alla Strega non avrebbe portato nessun beneficio e nessun danno ad una quarta posizione ormai acquisita prima di scendere in campo, complice la vittoria del Palermo ad Ascoli che blinda il terzo posto e si regala un ultima occasione per provare a scavalcare il Lecce (giustizia sportiva permettendo) e il pareggio del Pescara a Venezia, con conseguente ritardo di cinque punti incolmabile dal Benevento.

Semifinali playoff acquisite, obiettivo “minimo” stagionale raggiunto. Preferiamo metterlo fra virgolette perchè si tratta del miglior risultato mai raggiunto prima in serie cadetta, la seconda, dal Benevento, un piazzamento forse scivolato un po’ troppo in sordina per quello che davvero rappresenta.

Possibilità di evitare un turno, affrontare una doppia semifinale con la possibilità di giocarsi un ritorno in casa e di accedere alla finale a parità di risultati. C’è poco da aggiungere, è fisiologico che il pensiero adesso remi in quella direzione. Già da adesso, anche se il campionato non è ancora “finito”, anche se c’era da onorare l’ultimo impegno casalingo contro il Padova e quello che verrà contro il già promosso Brescia. Ha poco senso fare i duri, andare a criticar e polemizzare anche su una partita inutile e cercare elementi per guardare con poca fiducia a quella battaglia che può regalare un sogno da qui a un mese scarso.

Perchè analizzare un Benevento-Padova di domenica in chiave playoff è utopia. Una gara giocata con nessun tipo di pressione, con nessun tipo di obiettivo, dopo una stagione comunque dispendiosa dal punto di vista nervoso e abbastanza travagliata, contro una squadra che si stava giocando chance, seppur residue, di salvezza, stimolo di per sè enorme rispetto a quello di un Benevento che aveva come compito quell’effimero combattere un calo di tensione o provare nuovi schemi in vista della post season.

Dobbiamo guardarci in faccia e valutare la realtà: la tensione playoff non si tiene alta in una partita inutile di fine campionato e soprattutto c’è poco da provare nuovi schemi in una squadra che ha già subito parecchie modifiche, troppe, e che ha avuto difficoltà a trovare un giusto assetto per sette mesi. Spiegateci come si può pensare di trovare nuovi schemi, nuovi moduli di gioco, invenzioni che possano fare al caso della strega in due settimane. Certo questo non significa andare in campo per perdere, non fa mai piacere, ma infatti questo il Benevento non lo ha fatto.

Ha semplicemente giocato una partita tranquilla, senza ammazzarsi inutilmente in una partita che non avrebbe portato a nulla. E secondo noi va bene così e non troviamo nemmeno tanto giuste le parole di un Bucchi forse anche eccessivamente critico rispetto a ciò che realmente si possa pensare; una sorta di ramanzina per sottolineare come sarebbe servita ben altra prestazione davanti al pubblico Beneventano.

Non è vero, perchè qui nessuno ha bisogno di dimostrazioni inutili contro il Padova. Il pubblico beneventano desidera vedere l’impegno dei propri calciatori, ma soprattutto quando serve. Avremmo apprezzato certi tipi di discorsi dopo la sconfitta di Crotone, quando lì davvero la partita poteva servire a qualcosa di importante e di clamoroso, non di certo dopo una gara a quarto posto acquisito.

Perchè che la mente di tutti si rivolta già al playoff è innegabile. Come giusto che sia, come deve essere. Perchè è quello l’appuntamento da non sbagliare; sia chiaro, si intende dal punto di vista dei contenuti in campo, non che il Benevento debba vincerli per forza. Il per forza nel calcio non esiste, non è una scienza esatta, non è matematica. Non bisogna sbagliare atteggiamento, non bisogna lesinare concentrazione, non bisogna buttare all’aria una posizione di teorico vantaggio; basti pensare che con tre pareggi e una vittoria, seppur si dovesse accedere alla finale con la terza classificata, si vola in serie A.

E in questo senso, che Benevento-Padova sia finita con un 3-3 spettacolare è risultato anche divertente. Sei gol, un gioco per lo più incentrato per fare un gol in più dell’avversario. Ci sta poco da analizzare gli errori troppo grossolani di una difesa per niente sul pezzo, foriera di gol subiti in maniera banale ed elementare, quasi ludica. Ingiudicabile la prova di un centrocampo con doppio play (Viola e Crisetig) che difficilmente potrà essere presa in considerazione nel corso degli spareggi.

Questa squadra ormai ha acquisito delle certezze nell’ultimo mese e mezzo, con tanto di difetti non eliminati e che si porterà dietro, che devono essere utilizzate nel prossimo mese. Il momento degli esperimenti è finito, il Benevento già ne ha perso troppo quest’anno. Godiamoci questa settimana di tranquillità, con la testa rivolta già a Lunedì, quando comincerà una “nuova”stagione, quando bisognerà ricaricare le pile, quando la tensione crescerà a dismisura già in allenamento. Ma fino a quel momento, che si viva con tranquillità quella che è una settimana che non porta a nulla.

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Nato a Benevento il 9 Novembre 1995, studente in Scienze della Comunicazione, collaboratore per Ysport da più di un anno. Un passione smisurata per il mondo del calcio, nel raccontarlo, nell'analizzarlo e nell'esprimere il proprio punto di vista su tutte le sfumature che porta con sè, per farlo diventare il suo lavoro. Ospite abitualmente in trasmissioni dedicate al Benevento calcio del quale è anche tifoso da sempre.
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