Analisi Benevento-Entella 1-1: due punti persi, sprecando s’impara?

Sbagliando e… sprecando. Il Benevento getta alle ortiche tre punti, frutto di una partita comandata in lungo e largo, ornata da una serie cospicua di palle gol dilapidate non esclusivamente per poca fortuna, ma per mancanza di cattiveria sotto porta. Una mancanza di concretezza che punisce oltremodo la squadra giallorossa, raggiunta e beffata letteralmente, dal pareggio in mischia di Sernicola e di una Virtus Entella fino ad otto minuti dalla fine mai pericolosa. Ma il calcio, a volte, sa essere crudele e spietato e si diverte a farlo con chi non è stato in grado di chiudere una gara dominata. Un aspetto che assimila in se stesso caratteristiche positive e negative: il Benevento si trova sulla strada giusta, quella principale per puntare ad una meta importante ma che offre traverse per evitare il forte traffico che la caratterizza. Scorciatoie che, ad alcuni incroci, i sanniti dovranno imparare a tener d’occhio e non oltrepassare.

Imparare, un verbo che rappresenta una delle azioni più utili che si possano intraprendere nel calcio. Perché dall’analisi di novanta minuti c’è sempre qualcosa da apprendere e da migliorare; il calcio è metafora di vita ed esattamente come essa, ogni giorno può proporre qualcosa di nuovo per arricchire il proprio bagaglio d’esperienza.

Un’analisi amara quella che tocca al Benevento, ma che giunge utile e forse al momento giusto. Se il pareggio di Pordenone aveva lasciato un po’ di delusione per l’andamento della gara, in cui i giallorossi avrebbero potuto meritare qualcosa di più, la partita contro la Virtus Entella ha il sapore della cicuta. La pianta che diede la morte al filosofo Socrate, sbocciata nella domenica sannita con un fiore biancoazzurro, ha avuto l’effetto letale di cancellare tre punti acquisiti e legittimi. Sernicola firma in mischia il pareggio beffa nell’unica azione davvero pericolosa dei liguri che riescono a frenare un Benevento davvero troppo sprecone.

Sfortuna dicevamo, che non è solo figlia di coincidenze poco benevole, ma anche di una adeguata mancanza di quel famigerato “killer instinct” in fase di realizzazione. Perché sé è vero che Contini e difesa biancazzurra si sono esibiti in salvataggi ai limiti dell’epico, è pur vero che i giallorossi hanno contribuito a far sì che il match non prendesse la via del legittimo padrone. Clamorose le occasioni Caldirola e Coda, che a pochi passi dalla porta e forse per un eccesso di sicurezza, gettano via l’opportunità di chiudere la contesa offrendo la possibilità ad un Entella quasi moribondo di tenere acceso un barlume di speranza. Luce divenuta poi accecante per i tifosi della strega, quando un cross dalla trequarti e una palla in mischia diventano il mezzo per cui tre punti diventano uno e fanno svanire la soddisfazione di riprendersi il primato in classifica.

Una lezione che il Benevento deve imparare in fretta, perché è davvero un peccato buttare via prestazioni di un certo tipo e soprattutto punti pesanti. Perché è vero che i giallorossi hanno un passo da promozione e sono l’unica squadra insieme all’Empoli ad essere imbattuta, ma fa allo stesso tempo rabbia non poter tirare le somme nel giusto valore di ciò che è stato espresso. Rimane la prestazione e la fiducia ad una squadra che ha dimostrato di saper giocare, saper creare e di soffrire ben poco l’avversario.

La strada giusta, il viale principale è stato preso e per ora va bene così. Ma occhio Benevento, non lasciarti sfuggire le svolte che potrebbero farti ingranare le marce più alte di una macchina che può correre, e tanto.

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Nato a Benevento il 9 Novembre 1995, studente in Scienze della Comunicazione, collaboratore per Ysport da più di un anno. Un passione smisurata per il mondo del calcio, nel raccontarlo, nell'analizzarlo e nell'esprimere il proprio punto di vista su tutte le sfumature che porta con sè, per farlo diventare il suo lavoro. Ospite abitualmente in trasmissioni dedicate al Benevento calcio del quale è anche tifoso da sempre.