Analisi Benevento-Empoli 2-0: una lezione di calcio, la capolista vola

La strega che per Vasco Rossi era “la diva del sabato sera”, a Benevento è diventata quella della Domenica. Replicata la danza del turno infrasettimanale anche contro il blasonato Empoli, annichilito da una prestazione sontuosa di una Strega sempre più in testa e che forse inizia ad amare l’idea di farsi guardare, lì in vetta, dal gruppone delle inseguitrici.

Lezione di calcio. Non siamo esagerati nell’additare ai novanta minuti del Benevento visto ieri questo appellativo. Il 2-0 maturato contro i toscani dell’ex Bucchi non rende merito alla prestazione dei giallorossi che avrebbero potuto terminare il match con un divario più ampio. Un calcio semplice, determinato, attento, sempre pericoloso; non ha saputo fare nulla il blasonato Empoli per opporre resistenza ad un Benevento padrone del campo, del gioco e padrone della situazione, concentrato nel difendere e determinato nel scatenarsi come un fiume in piena in contropiede. Una squadra, quella toscana, con qualità di certo superiori per questa categoria, ma slegata e poco organizzata, diapositiva che nel Sannio conoscevano bene.

Una prestazione semplicemente perfetta, quella degli uomini di Inzaghi, una vera dimostrazione di forza e di continuità dopo l’importantissima vittoria di quattro giorni prima con la Cremonese. Caldirola è in formato muro, un baluardo che non fa passare nemmeno l’aria; Letizia un motorino inesauribile, Viola e Schiattarella i custodi di un centrocampo di qualità e quantità, Tello e Kragl due spine nel fianco. Tre punti che fanno volare la strega rispettivamente a +5 e +6 da seconda e terza in classifica, un divario che non decide il campionato, ma che inizia ad essere interessante e che soprattutto psicologicamente à euforia e che traccia un primo solco che identifica la bontà del percorso fin qui intrapreso.

Sabato, contro la Juve Stabia, terminerà quel mini-ciclo di 5 partite tanto temuto: il bilancio per ora parla di nove punti, bottino eccellente e conquistato in pieno fra le mura amiche del Benevento. Del resto si sa, chi vuole costruirsi campionati di vertice deve farlo in casa, indipendentemente dall’avversario. E che gli ultimi tre del Benevento si chiamassero Perugia, Cremonese ed Empoli e che tutte siano partite dal Sannio non segnando nemmeno una rete, è il dato indicativo di come questi ragazzi credano di poter stare lassù.

In una settimana, i giallorossi hanno saputo spegnere ogni focolaio di critica che poteva essere acceso dopo la brutta partita di Pescara. Una sconfitta pesante che, se assimilata e analizzata con equilibrio e intelligenza, sarebbe servita; ed infatti, così è stato. Una partita che non poteva e non doveva cancellare tutti i pregi di una squadra, messi in mostra dagli ultimi giorni di Agosto; e così è stato. Una sorta di promemoria per qualcuno che si era lasciato prendere la mano troppo in fretta, per dare addosso ad una squadra non esente da piccoli difetti, ma che fa di tutto per coprirli. Non riuscirci sempre, del resto, è umano.

Difetto, uno di quelli sopracitati, che consiste ancora nel poco cinismo sotto porta. Terminare la partita di ieri sera sul 2-0, tenendola teoricamente “in vita” per tutto il secondo tempo, è quasi un delitto. È chiaro che non tutte le occasioni possono essere trasformate, ma non può essere routine sprecarne così tante, in vista di partite in cui la produzione offensiva potrebbe risultare più complessa.

Piccole sfumature che, in questo momento, possono passare in secondo piano. Il Benevento vive la settimana che porta al caldissimo derby di Castellammare sognando, ma con gli occhi aperti di chi sa che non può mai mollare la presa. Perché, adesso, ci si rende conto di quanto è bello farsi guardare da lassù.

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Nato a Benevento il 9 Novembre 1995, studente in Scienze della Comunicazione, collaboratore per Ysport da più di un anno. Un passione smisurata per il mondo del calcio, nel raccontarlo, nell'analizzarlo e nell'esprimere il proprio punto di vista su tutte le sfumature che porta con sè, per farlo diventare il suo lavoro. Ospite abitualmente in trasmissioni dedicate al Benevento calcio del quale è anche tifoso da sempre.