Analisi Benevento-Crotone 2-0: è musica giallorossa al “Ciro Vigorito”

Highlander come gli ultimi immortali che non molleranno mai, Speedy Gonzalez come chi decide di scappare e non essere ripreso. Sono rispettivamente e affettuosamente chiamati così nel Sannio, Nicolas Viola e Riccardo Improta: il primo di cuore, furbizia e tecnica porta avanti la strega, il secondo decide che il momento di scappare veloce è arrivato sul serio e suggella il 2-0 con il quale il Crotone scivola a -7. Loro, coloro i quali firmano una prestazione di gruppo che, per gli oltre diecimila del Vigorito, dimenticare sarà impossibile.

Il motto dei giallorossi, o quello che in tempi moderni dovremmo definire l’hashtag, è “tutti uniti“. Una squadra, una famiglia, un coro in cui ogni elemento ha ben fissato il suo spartito e fa la sua parte. Dai titolari che non hanno saltato nemmeno un minuto, a chi dalla panchina si agita e, una volta entrato, dà tutto. A chi questo coro lo dirige, quel Filippo Inzaghi chiamato a sconfiggere lo scetticismo e che, giornata dopo giornata, sta dimostrando come le sue idee di calcio possano essere vincenti, fino ad arrivare ad osare alcune mosse e a cambiare per la prima volta modulo nella gara più difficile. E allora è proprio vero che “più siamo in tanti e più in alto sale, un coro in lingua universale”.

È musica vera quella giallorossa, chiara e armoniosa, semplice ed efficace. Quella che consente di raggiungere l’ottava vittoria in campionato, sesta fra le mura amiche, dove sono stati “lasciati per strada” soltanto i due punti contro la Virtus Entella. Che il teatro preferito per esibirsi sia quello del Ciro Vigorito è ormai evidente. È qui che il Benevento l’anno scorso ha gettato alle ortiche una promozione, e qui che il Benevento sta costruendo una stagione fin qui meravigliosa. Far tornare un fortino inespugnabile l’impianto di Via Santa Colomba era il primo obiettivo del Benevento 19/20; doveroso, per chi ambisce a vincere campionati. Qualsiasi primato lo si ottiene grazie a ciò che si raccoglie in casa, fattore che la strega sta sfruttando al massimo.

Il secondo obiettivo rappresentava il bisogno di tornare ad essere una delle difese più solide del torneo. Anche questo, come per la legge del “fattore casa”, elemento indispensabile per chi vuole produrre sogni di gloria. Inutile fare gli esteti, i cultori del bel gioco, o i rivoluzionari del scendiamo in campo per segnare più dell’avversario. Nel gioco del calcio e a maggior ragione in Italia, da sempre, chi subisce meno reti ha la probabilità più alta di vincere campionati. E soprattutto questo parametro non necessariamente rende una squadra “brutta” o poco piacevole da guardare e non significa parcheggiare il pullman davanti alla porta.

Significa essere disciplinati in campo, organizzati tatticamente, aggressivi, lucidi nell’analizzare i momenti favorevoli e sfavorevoli alla partita. Offendere con principi di gioco semplici, concreti, adatti ad essere applicati ed efficaci per essere pericolosi. Il bel calcio, può, anzi è, anche questo. Soprattutto in Serie B, ove le squadre appartenenti alla categoria “spagnoleggiante” del tiki taka non sono mai pervenute.

Tutti argomenti che il Benevento di Inzaghi conosce ed è preparato. Fotografia è il quarto 2-0 inflitto all’avversario in uno scontro diretto, se così possono essere chiamati, visto che in questo momento e classifica alla mano, una vera antagonista dei sanniti ancora non c’è.

Di tutte le squadre viste fino ad oggi, il Crotone è sicuramente l’avversario che ha dimostrato maggior padronanza del campo e miglior sviluppo di manovra. Poco però per contrastare la voglia e la fame di un Benevento capace di ovviare anche alle tre assenze pesanti in difesa di Tuia, Caldirola e Volta.

Ma ecco l’invenzione della giornata: Gyamfi al fianco di Antei.

Bisogna essere sinceri, alzi la mano chi, alla lettura delle formazioni, non abbia storto il muso per una scelta alla vigilia impensabile. Così come quella di adottare il 4-3-1-2, modulo per la verità auspicato da molti, viste le caratteristiche del centrocampo giallorosso, ma mai provato se non nello spezzone di gara contro il Pescara, partita che per altro era già archiviata.

Due mosse vincenti, perfette: il ragazzo scuola Inter sfodera una prestazione sontuosa, quasi da leader, in un ruolo mai svolto e dopo quasi tre mesi dalla sua ultima apparizione. Insieme ad Antei arginano il gigante Simy, non facendo quasi mai sporcare i guantoni a Montipò.

Il centrocampo giallorosso sfodera una prestazione di categoria superiore. Viola è ovunque: imposta e rompe il gioco, si inserisce, dà sfogo a tutta la sua qualità con giocate di un altro pianeta, Schiattarella amministra diligentemente e aiuta tantissimo in fase di copertura, Hetemaj è un motorino inesauribile.

Fame e voglia di continuare a far capire chi comanda: dote, come detto, espressa a meraviglia in casa, un po’ meno in trasferta dove qualche difficoltà in più c’è stata e mister Inzaghi vuole ancora migliorare. Ma a questo Benevento, davvero, non si può dir nulla.

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Nato a Benevento il 9 Novembre 1995, studente in Scienze della Comunicazione, collaboratore per Ysport da più di un anno. Un passione smisurata per il mondo del calcio, nel raccontarlo, nell'analizzarlo e nell'esprimere il proprio punto di vista su tutte le sfumature che porta con sè, per farlo diventare il suo lavoro. Ospite abitualmente in trasmissioni dedicate al Benevento calcio del quale è anche tifoso da sempre.